the soft animal
Nasciamo nel grembo sicuro di nostra madre e, dal momento in cui entriamo nel mondo, mette radici dentro di noi un desiderio: trovare un luogo in cui sentirci al sicuro, ricevere calore, semplicemente essere.
Così, nel 2024, sono arrivata a Boscoforte, una striscia di terra remota nel Delta del Po, terra che mi appartiene in quanto emiliana, avvolta da una bellezza primordiale dove il tempo sembra essersi fermato.
Qui mi sono ritrovata su una soglia tra il reale e l’immaginato. I cavalli bianchi che vivono in queste valli mi hanno invitata nel loro spirito offrendomi la possibilità di seguirli: respirare la libertà, fondere il mio movimento con il loro e dissolvermi nel paesaggio e nella natura stessa, lentamente e completamente.
Questo corpus lavorativo è fortemente ispirato dai miei studi classici e dalle letture della Divina Commedia.
I cavalli bianchi risuonano con il mito di Pegaso, nato dal sangue di Medusa, una creatura di ispirazione e di respiro poetico.
Nel mondo ellenico, l’immagine del cavallo è associata agli archetipi della “stabilità fondativa unificata” (quattro piedi sul terreno) e agli ideali celesti della velocità e della mobilità. Se ad una creatura del genere si aggiungono poi le ali si aspira ai risultati più profondi della realizzazione individuale e collettiva.
Il bianco e nero scelto per la realizzazione degli scatti vuole valorizzare il bianco colore scelto sin dall'antichità per indicare la nascita (il Giglio di Maria) la purezza e la sacralità; qualcosa che abbiamo dentro e qualcosa a cui possiamo aspirare.
E camminando in questo paradiso mi domando: stiamo preservando l'ecosistema perchè la natura ci fornisca queste immagini per sempre? stiamo proteggendo il pianeta dall'essere addomesticato alle necessità umane? Quanta possibilità avranno i nostri figli di sognare immersi nella natura?