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Mīrabĭlia

Fin da bambina sono stata affascinata dalle immagini che permettono di attraversare il tempo e lo spazio e sognare.

Le scarpe e gli accessori di scena sono oggetti che vivono una temporalità fuori dal comune. Sono utilizzati per un periodo, poi riposti in scatole e infine riutilizzati per interpretare altri ruoli.

Da qui è nato il mio desiderio di visitare diversi archivi di scarpe tra Londra e New York  per immergermi e immaginare.

Io non scatto still life, gli oggetti non sono allestiti secondo precise regole spaziali, disposti su una superficie,  un tavolo o una mensola, in modo da conferire all’oggetto un carattere di monumentalità.

Nelle mie fotografie, al contrario, le scarpe si presentano posizionate in modo confuso, senza nessuna teatralità, ma in modo ordinario, caotico a volte. L’inquadratura è molto ravvicinata, fino ad isolare l’oggetto, escludendo totalmente lo spazio in cui è conservato.

Le mie sono le scarpe dorate delle favole e dei sogni delle bambine, popolati di principi e di principesse, di storie e di ruoli, immerse in una malinconia simile a quella della fiaba delusa.

Questo progetto per me è una poesia sull’oggetto sospeso nel tempo, sull’oggetto che consente il viaggio nel tempo.

 

Mostra Collettiva Tempo e Sospensione, Galleria Annunciata. 2019